La Gabbia

Una rivoluzione di consapevolezza

Vi siete mai resi conto che camminiamo in un mondo regolato da leggi che non capiamo e che spesso diamo per scontate? Attribuiamo al caso, alla sorte o a chissà che l’andamento delle nostre esistenze e veniamo sballottati dagli eventi come navi in preda ad una tempesta.

Quando mi sono avvicinata al mondo della crescita personale però uno dei primi concetti ad emergere è che siamo totalmente responsabili del nostro destino.

Ma allora cosa hanno significato gli anni di inconsapevolezza vissuti finora? Aspettate,troppo no facciamo un passo indietro:

Parliamo di responsabilità. Eh si, a quanto pare abbiamo “tutto in tasca”. Le opportunità che incontriamo, le persone che incrociamo, le nostre vite e tutto ciò che ci circonda non sarebbe altro che frutto innanzitutto di chi siamo e quindi della nostra percezione personale degli eventi ed in secondo luogo, della nostra personale reazione agli eventi per come percepiti. 

Insomma, percezione e reazione, risultato e percezione nuovamente per tornare ad una reazione, un circolo vizioso, una gabbia da criceti con tanto di ruota. 

Tutto questo prodotto dal nostro cervello, che ricordiamocelo è un organo che svolge le  proprie funzioni, filtrato attraverso un apparato emotivo incompreso e ingestibile, ai più addirittura sconosciuto. 

Sappiamo dunque di avere un corpo fisico, uno emotivo ed uno mentale che se non coordinati possono fare davvero disastri. Purtroppo da bambini questo non ci viene insegnato.

Per quanto riguarda il primo corpo mentale, basterebbero 5 minuti di meditazione al giorno per imparare a gestire lo scorrere dei pensieri e riconoscere che non sono voluti ne spesso scelti. La meditazione, che si può fare anche in movimento, è un valido strumento di osservazione del funzionamento della mente.  

Per il corpo emotivo poi che null’altro sono le emozioni che proviamo durante le nostre giornate, dovremmo imparare a sentire e a riconoscere le varie manifestazioni quando avvengono. imparare ad ascoltarle e poi accettare questa energia che ci appartiene, qualunque forma essa abbia.

Il corpo fisico infine, il più sincero di tutti, non mente e non inganna ed esiste esclusivamente nel qui e ora. Un vero e proprio tempio del momento presente da amare e rispettare e nel quale abitare con cura, presenza e rispetto. Per quanto ci è possibile.

Un lavoro infinito insomma, solo da decidere quando iniziare, ma il prezzo per la pigrizia è la morte, l’addormentamento che fa sì che noi restiamo a correre nella nostra ruota senza porci troppe domande aspettando la fine. Una morte prima della morte. L’assenza di coscienza e consapevolezza che si riflette su ogni azione da noi compiuta inesorabilmente, privando della scintilla divina ogni nostro gesto, rendendoci involucri vuoti, senza passato e senza futuro. 

Una delle leggi dell’universo dice chiaramente che ogni spazio dev’essere riempito ed ogni cosa dev’essere gestita, dunque è certo che vivere da inconsapevoli cede il potere di gestione della propria esistenza a non si sa chi. Se amate le cosiddette “teorie complottiste” potreste però esservene già fatti un’idea. Infondo non è complicato gestire e manovrare una massa che risponde solo a impulsi, che reagisce invece di scegliere. Basta dare gli impulsi giusti e avremo eserciti di combattenti, compratori, lavoratori in condizione di schiavismo, indignati, malati o sani manifestanti per libertà e diritti vari, sostenitori ed oppositori di qualunque cosa. Oltre la ruota nella gabbia ci sono anche coloratissimi tubi che possiamo “scegliere” di percorrere per il nostro svago e godimento. 

Non è neanche difficile da capire, magari non a chi, ma a quanti tenterebbe l’idea di manovrare popoli e nazioni alla stregua di un risiko con gli amici. Pensateci. 

Non credete sulla parola, credere alle cose è un’altro bel gabbione dorato. Sperimentate, chiedetevi quante volte avete realmente scelto nella vostra vita, quante idee pure, non contaminare da quelle altrui, vi son mai venute? Se il vostro modo di vivere è propriamente vostro o vi è stato imposto, se seguite la moda o siete spiriti liberi come si suol dire, e, occhio che dal 68 in poi anche essere spiriti liberi è diventata una moda… Insomma, chiedetevi chi siete ma siate sinceri quando rispondete, chiedetevi anche se quella risposta è vostra davvero o frutto di un piano più complesso, un derivato della società nella quale vivete e se sentite dentro che ha davvero a che fare con voi. 

lo so è scioccante ma vero. Si perde un po la bussola appena assimilata la cosa ma, dopo essersi resi conto di non essere mai stati liberi inizia la vera libertà, ma di questo ne parleremo un’altra volta. 

Sappiate solo:

La gabbia esiste eccome, e meno la vedete, più ci siete dentro 

Mary A. I.

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